Festival di Venezia, i look del red carpet | Crida Milano

La prima della classe è sempre lei: indossa un suo abito Crida che già tutte correranno a copiarle, per quel colore che sta benissimo con l’abbronzatura e il taglio, che gli addetti ai lavori definirebbero «donante». Non sbaglia mai. […]

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Il vestito lungo nero di Cristina Parodi sul red carpet di Venezia 81 | Crida Milano

Avvolta in un lungo abito nero in satin del suo stesso brand Crida Milano, il look scelto dall’imprenditrice piemontese a Venezia 81 ribadisce il suo status di icona di stile, confermando anche la sua predilezione per la sobrietà ricercata e la qualità sartoriale. […]

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Cristina Parodi - Eleganza, semplicità e Made in Italy | Intervista di Francesca Carminati - Identity Style | Crida Milano

Una carriera professionale nel mondo del giornalismo ricca di successi e soddisfazioni, che è sempre stata accompagnata anche dalla sua eleganza, il suo garbo e che con la passione per la moda l’hanno fatta diventare una vera e propria icona di stile. Sostenitrice del Made in Italy, dal 2020 ha intrapreso una nuova avventura imprenditoriale proprio nel campo della moda con il brand CRIDA.

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Grazia ed eleganza in un look effortless chic e senza tempo, queste sono le caratteristiche di stile che descrivono al meglio l'ensemble scelto dall'imprenditrice Cristina Parodi per la premiazione del BCT Festival Cinema e Televisione, a Benevento. | Crida Milano

Design lineare e allure romantica in un abito da indossare in diverse occasioni

Grazia ed eleganza in un look effortless chic e senza tempo, queste sono le caratteristiche di stile che descrivono al meglio l’ensemble scelto dall’imprenditrice Cristina Parodi per la premiazione del BCT Festival Cinema e Televisione, a Benevento. […]

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Diciamo che finora abbiamo sopportato stoicamente il freddo: termosifoni che si riaccendono (con buona pace degli ambientalisti), cappotto e sciarpa per uscire, nevicate abbondanti in montagna (dove peraltro gli impianti sono chiusi da un pezzo). Ma adesso basta. Dire che non è stata una primavera calda è un eufemismo, ma da maggio bisogna essere ottimisti, perché inizia il mese delle cerimonie: dalla festa della mamma alle cresime, comunioni, lauree fino ai primi matrimoni, una stagione che necessita di condizioni climatiche un po’ più gradevoli per poter sfoggiare i nostri capi preferiti: gli abiti di seta!

In tante ci chiedete consigli per l’outfit perfetto nelle varie occasioni e noi siamo pronte a darvi tutte le risposte e i suggerimenti per non sbagliare mai il look.

Per la festa della mamma vi dico subito che ci sarà un drop dedicato, per non dimenticare mai di fare un regalo alla persona più importante della nostra vita (che di solito è lei!), quindi seguiteci sui social perché troverete una sorpresa.

Per le cresime e i battesimi (e speriamo che nascano un po’ più di bambini nella nostra Italia sempre più anziana) il consiglio è sempre quello di non esagerare. Colori tenui, pastello o polverosi, come azzurro, rosa tabacco saranno perfetti: il modello Trani azzurro midi con le maniche a petalo o uno chemisier perfetto come il Taranto, in seta a pois o in cotone tinta unita, sono particolarmente indicati.

Per i matrimoni abbiamo una scelta infinita di abiti lunghi più formali o più romantici a seconda che la cerimonia sia di mattina o di pomeriggio. Il Como, abito camicia in satin lucido sta bene veramente a tutte, lo trovate nella variante del colore marron glacé o cream a seconda che preferiate tonalità scure o più luminose. Il Castel del Monte verde in chiffon fil coupé argento è adatto a un ambiente più bucolico e meno formale, il Santacangelo in Habotai, con le due varianti di fantasie in verde e in caramel, con le maniche lunghe ma aperte, è particolarmente indicato per le cerimonie in chiesa, così come il modello Ivrea, dalla forma più asciutta con gli spacchi laterali. Per non passare inosservate, soprattutto se nelle nozze avete un ruolo più importante, suggerisco il Vieste in chiffon sfumato o il Beatrice D’Este, entrambi con i veli che coprono le spalle. Se amate i toni accesi il Sant’Agata color orchidea con lo scollo all’americana e le morbide rouches intorno al collo e sulla gonna, è l’abito giusto perché aggiunge un pizzico di sensualità a un outfit che non passa inosservato. Il San Severo in seta sablé di un luminoso blu, con la scollatura arricchita da bottoni gioiello è perfetto per la mamma della sposa o dello sposo: elegantissimo ed estremamente chic.

Infine tante ragazze giovani ci chiedono cosa devono indossare per la loro laurea. La camicia di seta, bianca o colorata è sempre una scelta elegante e vincente. Magari accompagnata da una gonna facile come la Locorotondo, in seta stampata leggermente a ruota e con la coulisse in vita. Ma se vi sentite più a vostro agio con un pantalone, va bene lo stesso.

La cosa più importante da indossare durante la discussione della tesi non è l’abito ma la consapevolezza di avere raggiunto un obiettivo importante, la gioia di essere arrivati fino lì, l’emozione per i progetti futuri. Quindi non serve solo il look giusto, ma anche l’orgoglio, la maturità e la determinazione per iniziare una nuova bellissima fase della propria vita. E congratulazioni a tutte le neo dottoresse!

Pizzica - Abito lungo in chiffon | Lasciati Ispirare | Crida Milano

Pizzica Abito lungo in chiffon

Abito con motivo chevron dal design romantico e ricercato.

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Murgia - Abito lungo in crêpe de chine | Lasciati Ispirare | Crida Milano

Murgia Abito lungo in crêpe de chine

Una vestibilità fluida che promette eleganza in ogni occasione.

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Castel del Monte - Abito lungo in seta | Lasciati Ispirare | Crida Milano

Castel del Monte Abito lungo in seta

Abito lungo dall’eleganza tradizionale e semplice.

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Crida ha lanciato durante la Milano Fashion Week 2024 la sua nuova collezione: ce la raccontano Cristina Parodi e Daniela Palazzi

Dietro ogni brand di successo c’è un segreto. E anche dietro il successo che in questi anni ha caratterizzato la linea di moda Crida c’è un unico e solo segreto: le sue creatrici, Cristina Parodi e Daniela Palazzi. […]

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Crida aggiunge un tocco “metropolitano” per l'AI 2024/25 | Crida Milano

Crida, brand di abbigliamento femminile made in Italy fondato nel 2019 dalla giornalista Cristina Parodi e dalla sua amica designer Daniela Palazzi, punta deciso verso la propria espansione estera, dove oggi è presente in una trentina di negozi multimarca, mentre circa 70 sono dislocati sul territorio nazionale. […]

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La collezione FW24 Metropoli del brand di Cristina Parodi | Crida Milano

Crida Milano, brand creato da Cristina Parodi, continua il suo viaggio in Veneto, tra la laguna e le ville per ribadire che la moda italiana è artigianalità.

Allure metropolitana, silhouette più asciutta e per la prima volta abiti e completi total black: tutto questo è la nuova FW24 di Crida Milano! […]

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Crida Milano svela la collezione "Metropoli" | Crida Milano

È una svolta importante quella che Crida presenta nella collezione fall winter 24/25, introducendo il nero.

Il focus come sempre è sugli abiti che, ispirati dai nomi delle città venete, acquistano splendore e importanza: il Venezia dress è nero, in seta con una profonda scollatura bordata di velluto. […]

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“Se domani tocca a me voglio essere l’ultima”

La poesia di Cristina Torres Caceres, che vi invito a leggere se non lo avete ancora fatto, è un pugno nello stomaco.

È la lettera scritta alla madre da una delle tante ragazze che vivono sulla loro pelle la paura dei femminicidi.

Parlando con le mie figlie di 22 e 27 anni ho capito che c’è una distanza siderale tra il loro modo di pensare e vivere questa situazione e il nostro. Mi ha colpito molto la condizione di estrema vulnerabilità’ che anche loro avvertono: tornando a casa la sera, viaggiando da sole o lavorando in una società che solo apparentemente accetta l’empowerment femminile, ma che continua a considerare le donne oggetti da ammirare, anche con commenti non richiesti, che pongono le ragazze in condizione di inferiorità e di disagio.

Se entro in un bar a prendere un caffè e il barista mi dice “ma come sei bella, quando torni da queste parti?”, non va bene mi dice mia figlia. E io che di situazioni simili da giovane ne ho vissute tante, mi rendo conto di non aver ma dato peso a frasi come questa, anzi di esserne stata quasi lusingata.

Sbagliando.

Perché difficilmente in una situazione opposta, barista donna e giovane carino che entra nel locale, ci sarebbe un simile approccio.

Segno che la cultura maschile continua ad essere incentrata sul potere del maschio dominante che giudica la donna dall’aspetto.

Quante volte noi donne siamo valutate per la nostra fisicità? Sei grassa, sei magra sei vecchia sei sexy. Quante volte i media presentano donne autorevoli e affermate nel proprio campo dicendo: ecco a voi la bellissima e bravissima tal dei tale. Se si tratta di un uomo il giudizio estetico ovviamente viene omesso. Lui è autorevole e basta.

Io credo che sia arrivato il momento di fare una riflessione profonda su come stanno crescendo i nostri ragazzi, influenzati non solo da questi comportamenti infelici, ma anche dalla violenza verbale dei social e da un tipo di musica, rap e trap, che è un inno continuo alla forza e al potere maschile nei confronti delle ragazze che o sono troie o sono di proprietà di un singolo. Un ragazzo oggi può avere tante donne ed è un figo, una ragazza che ha avuto tante relazioni è una poco di buono.

Per affrontare l’emergenza femminicidi (e siamo arrivati a 105 vittime dall’inizio dell’anno in Italia) devono cambiare gli uomini, quegli stessi che oggi dicono “io non sono come loro “per alleggerire la propria responsabilità individuale.

Non basta.

Forse lo diceva anche Filippo Turetta, l’ultimo assassino, prima di aggredire Giulia Cecchettin, ucciderla a coltellate e abbandonarla in un dirupo. Eppure sembrava un bravo ragazzo, tanto che il suo avvocato, uomo, si è affrettato a raccontarci che lui l’amava tantissimo e che le faceva perfino i biscotti.

Io credo che oggi ci sia ancora troppa distanza tra i due sessi nella percezione del problema.

Le donne sono sempre più forti e gli uomini, nonostante gli atteggiamenti machisti, sempre più fragili. Non ci sarebbe niente di male in questa evoluzione della società (tutto ciò che abbiamo ottenuto ce lo siamo ampiamente meritato) se non fosse che alcuni uomini non sono in grado di gestire il cambiamento di ruoli, si sentono sottovalutati, sminuiti e finiscono per trasformare la loro debolezza in aggressività e violenza. Giulia si sarebbe laureata prima di Nicola, era più brava, e sarebbe andata via a lavorare, Giulia non sarebbe più stata la sua ex fidanzata sempre a disposizione per una pizza o un giro in città. Giulia avrebbe incontrato qualcun altro, come è giusto che sia per una giovane donna che ha deciso che lui non rappresentava più il suo futuro.

Quindi lui, invece di perderla, lui l’ha uccisa.

Ma questo ragazzo che viene da una famiglia borghese, che frequenta ingegneria biomedica, e probabilmente immagino avesse letto storie e testimonianze sui femminicidi, come poteva essere convinto che tutto ciò non lo riguardasse? Come poteva non sentirsi parte del problema?

E soprattutto: se il problema sono gli uomini, perché di femminicidi parlano solo le donne?

Io vorrei per questo 25 novembre una manifestazione contro la violenza femminile fatta solo di uomini, perché sono stanca di sentire in queste occasioni solo consigli su quello che dobbiamo o non dobbiamo fare noi: come proteggere le potenziali vittime, in che modo aiutarle a denunciare, guai ad andare all’ultimo appuntamento.

Smettiamola di chiederci perché Giulia ha accettato di incontrare Filippo o perché è salita su quell’auto. La domanda che dobbiamo farci è: perché non riusciamo a crescere i giovani con un’educazione sentimentale basata sul rispetto e sulla parità? Perché gli uomini ancora uccidono le donne?