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Editoriale Luglio e Agosto

Saranno vacanze diverse, inevitabilmente condizionate dalla primavera difficile che abbiamo vissuto, dalla paura che rimane nascosta, dalle difficoltà economiche, dalla complicazione degli spostamenti. Ma la voglia di staccare e vivere momenti spensierati c’è più che mai dentro di noi , è legittima e meravigliosa: bisognerà sicuramente adattarsi ad un tipo di vacanza più economica e sarebbe bello che potesse essere anche più ….. ecologica!

La domanda ricorrente negli editoriali che ho letto è: saremo meglio o peggio di prima? Questa pandemia come ci ha cambiati ? Io non credo che il maledetto covid abbia avuto questo potere su di noi, ma sull’ambiente in cui viviamo si. Finito il lockdown abbiamo visto tutti il cieli più azzurri, l’acqua del mare più limpida, i boschi delle montagne più verdi. In due mesi la natura ha reagito alla diminuzione dell’inquinamento tornando ad essere brillante e rigogliosa. Questo ci deve far riflettere sui comportamenti che dovremmo utilizzare  per rendere meno impattante sul pianeta l’inquinamento che produciamo. Non voglio dire che dobbiamo ritornare ad un mondo anacronistico e primitivo, anzi ritengo che la scienza e la tecnologia possano aiutarci moltissimo, se bene utilizzate, a tutelare  la salute del pianeta. Più mezzi elettrici, meno emissioni , meno sprechi di acqua, più raccolta differenziata.
Ogni attività economica deve essere sostenibile e ogni materia deve essere riciclata o biodegradabile.

Questo dovrebbe essere il mondo del futuro. E in questo mondo ideale la moda deve fare la sua parte.
Il settore del tessile sta lavorando su sperimentazioni eccezionali. Pensate che il cotonificio Albini, eccellenza bergamasca, ha già messo a punto un procedimento industriale che genera sui tessuti un effetto antivirale e anti batterico. Si chiama viro formula. Immaginatevi quante applicazioni può avere soprattutto per gli abiti di chi lavora in ambiti sanitari ma anche per i camici degli operai delle fabbriche o per le divise dei soldati. Non solo. Ormai si ricavano tessuti dalle cortecce degli alberi o addirittura dalle tele dei ragni con l’obbiettivo di rendere i prodotti ancora più naturali e fare si che l’economia possa essere davvero circolare.
Io trovo questo mondo incredibilmente affascinante e attraverso il progetto Crida io e la mia socia Daniela lo stiamo studiando attentamente, per offrire abiti oltre che belli assolutamente sostenibili per l’ambiente. Ovviamente questa strada che abbiamo scelto, quando abbiamo iniziato a progettare Crida, è non soltanto più ambiziosa e difficile ma anche decisamente più costosa: i tessuti sintetici sono molto più economici e permettono di realizzare un prodotto  accessibile a tutti ma spesso non amico dell’ambiente. Ci tengo a precisare, soprattutto a chi  fa notare  il costo dei nostri abiti , che il loro valore è dato dalle sete naturali comprate nelle aziende comasche o toscane, o dagli splendidi cotoni fatti a Bergamo. 

Dietro ad ogni vestito Crida c’è un tessuto naturale che non danneggerà mai l’ambiente e rimarrà bellissimo dopo ogni lavaggio e c’è il lavoro artigianale e preciso delle nostre aziende manifatturiere locali. Noi abbiamo scelto di puntare sulla qualità e sul made in Italy perché vogliamo che ogni nostro abito, oltre alla bellezza apparente,  abbia un valore reale e possa dare un’emozione a chi lo indossa.
Il mio consiglio quindi è quello di acquistare meno ma di acquistare meglio.
Buone vacanze a tutti ! 
Cristina