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Elle made In Italy #18 – Cristina Parodi e Daniela Palazzi: “Ripartiamo da Bergamo con eleganza”. – Elle Italia

Le founder e designer di CRIDA e la loro visione della moda che verrà #ripartiamodaqui

A Cristina e Daniela piace ballare. Possibilmente d’estate, sulla spiaggia, a piedi nudi. Sono entrambe appassionate di yoga, ma mentre Cristina ogni mattina va a camminare o a fare jogging sui colli di Bergamo, Daniela non si perde una mostra di arte. Cristina adora il vino ed è bravissima a fare i cocktail. Daniela è praticamente astemia, però è brava nella manualità, disegna, colora, taglia e cuce. Cristina, invece, è negata a usare le mani, ma adora leggere, raccontare storie e cantare. Cristina e Daniela sono amiche da vent’anni, vivono e Bergamo, hanno sette figli in tutto e condividono da sempre una grande passione per la moda. “Completa” di cognome, Parodi, la prima è anche una giornalista televisiva impegnata ma solare, mentre la seconda, Daniela Palazzi, è più legata alla sua città e all’interior design. Proprio a ridosso delle ultime sfilate hanno realizzato il loro sogno: lanciare un brand, Crida, che fosse la sintesi dei loro nomi e la telegrafica quintessenza della loro personalità: 10 abiti + 2 capispalla, dal fit perfetto su entrambe nonostante il gap di un paio di taglie. Poi sono arrivate la pandemia, il lockdown, e la bufera del Covid a imperversare in modo crudele sulla loro città. Ora che la morsa si è un po’ allentata, sono pronte a fare il punto. Ed è Cristina, la più disinvolta nel “maneggiare” interviste, a prender subito la parola.

Beh, diciamo che non è stato propriamente un inizio in discesa…

In effetti non potevamo pensare ad un momento meno adatto per esordire sul mercato. Ma siamo bergamasche, gente che non molla mai come si dice da noi, e nonostante le difficoltà non vogliamo abbandonare questo sogno che abbiamo coltivato a lungo. Avevamo esordito a gennaio e febbraio con tanti ordini e un grande entusiasmo, ma dall’inizio di marzo si è fermato tutto, abbiamo avuto molte disdette e quindi adesso la stagione è in salita. Pensiamo però che la crisi, che coinvolge inevitabilmente tutto il settore, porterà a un cambiamento della moda e a un rallentamento dei ritmi esagerati che aveva raggiunto. Lo ha detto per primo Giorgio Armani: il sistema deve rallentare e tornare a essere più umano, mentre Saint Laurent ha annunciato che sfilerà solo quando creativamente la Maison sarà pronta per una collezione. Noi di Crida, nel nostro piccolo, fin dall’inizio abbiamo pensato ad abiti timeless che puntassero sulla qualità: dunque crediamo di aver scelto, ben prima della pandemia, uno stile e dei valori oggi più che mai contemporanei.

Com’è nata la vostra “folle idea”?

La nostra azienda è una piccola start-up, nata nell’autunno scorso ma a lungo pensata e sognata da due amiche, Daniela ed io appunto. Siamo entrambe bergamasche, ci conosciamo da molti anni e condividiamo la stessa passione per la moda. Spesso ci ritroviamo vestite identiche senza esserci messe d’accordo. Amiamo entrambe gli abiti, e da diversi anni li realizziamo per noi. Daniela disegna molto bene e ha un gusto incredibile per i colori e i tessuti, mentre io mi sono sempre divertita a indossare le sue creazioni e a darle consigli sulla vestibilità e lo stile. L’estate scorsa abbiamo deciso di proporre una capsule di 10 abiti in seta e cotone, ed è iniziata così l’avventura di Crida, che fin da subito ha ricevuto ottimi feedback dagli addetti ai lavori. Per ora non abbiamo dipendenti: facciamo tutto noi due, insieme a un’altra amica che segue l’amministrazione, appoggiandoci a laboratori di manifattura italiana nella nostra zona.

Il vostro pezzo forte?

Facciamo solo abiti e vogliamo essere riconosciute proprio per questo prodotto, che amiamo moltissimo. Il nostro obiettivo è far tornare le donne a indossare il vestito dalla mattina alla sera, sentendosi sempre confortevoli ed eleganti. I nostri pezzi sono versatili, perfetti con le sneaker o con il sandalo elegante, non aderenti ma fluidi, senza cerniere e con dettagli raffinati nelle maniche e nei colli. Alle fantasie preferiamo le tinte unite, oppure i piccoli disegni di righe e pois. La donna Crida non è mai vistosa, ma se entra in una stanza la si nota sicuramente per la raffinatezza e lo stile.

I valori saranno sempre più parte integrante del prodotto?

Il nostro è un progetto nato col cuore e con la passione di due donne che a 50 anni decidono che non è mai troppo tardi per realizzare un sogno. Crediamo nel made in Italy come espressione più alta dello stile e della creatività. I nostri abiti sono fatti solo ed esclusivamente con sete e cotoni italiani, naturali e sostenibili per l’ambiente. Non vogliamo offrire un prodotto “furbo” e di tendenza, buono per una stagione, ma pezzi che rappresentino un’eleganza senza tempo, da tenere a lungo nell’armadio perché non stancano mai. Sono abiti belli da toccare e indossare, frutto di una lunga ricerca di materiali e di stile, perché per noi la moda è contenuto, emozione e italianità. Non solo tendenza.

Elle ha lanciato un hashtag #RIPARTIAMODAQUI, che sembra disegnato a pennello per voi. Dunque: da dove ripartirete?

Vogliamo ripartire da Bergamo, la città più colpita al mondo da questa pandemia, quella che ha dovuto pagare il prezzo più alto di fatica, dolore e vite umane. Dopo due mesi di silenzio e di campane a morto, dopo averla vista in ginocchio – lei, solitamente così viva, produttiva e operosa – dopo avere perso un’intera generazione di anziani spazzati via dal virus senza la carezza di un famigliare accanto, non possiamo che ripartire da qui, orgogliose di rappresentare una popolazione che non si tira indietro di fronte a fatica, impegno e sudore. Ci siamo rimboccate le maniche anche noi di Crida, stiamo creando una nuova collezione e nonostante le difficoltà economiche abbiamo deciso di devolvere il 10 per cento del ricavato delle vendite on line al progetto di Cesvi, che aiuta gli anziani soli e le persone più fragili. #noiripartiamodabergamo.

di Federica Fiori
Fonte: https://bit.ly/2U6SB4T